La condanna della violenza non dovrebbe avere distinzioni. E invece in questi giorni stiamo assistendo all’uso strumentale di fatti inaccettabili con il principale obiettivo di puntare il dito contro. Contro gli avversari politici, contro le idee, contro il diritto di manifestare.
Uno scontro che arriva persino a toccare temi distanti come il Referendum del 22/23 Marzo. La polarizzazione sta portando a degli eccessi ormai al limite del buongusto.
La nostra città non è esente. Bene ha fatto il Sindaco di Lucca ad affrettarsi via social nel condannare gli atti violenti di Torino e a rivolgere solidarietà alle forze dell’ordine e ai professionisti dell’informazione aggrediti tra cui una giornalista lucchese.
Parole che chi amministra la città ha saputo trovare in occasione di alcuni episodi di cronaca locale mentre per altri casi le parole non sono state trovate. Parole che, per esempio, non sono state trovate riguardo ai numerosi Daspo emessi a Lucca, alla vile aggressione nei confronti di un calciatore della Lucchese colpevole di non impegnarsi o alle risse in autostrada portando in cattiva luce il nome della città alla ribalta delle cronache nazionali.
È davvero strano che chi amministra una città non riesca a trovare parole tempestive su gravi fatti di violenza locali ma sa essere sul pezzo quando i fatti accadono in altre città.
Condivido il mio intervento in Consiglio comunale dopo i fatti di Torino: la violenza va condannata sempre, senza fare distinzioni, altrimenti l’incoerenza, l’ipocrisia, la speculazione e la propaganda si palesano.. e non è un bene per chi ha l’onere di amministrare una città, e non è un bene per Lucca.