Lucca è un grande noi
UNA CITTÀ CHE SI COSTRUISCE INSIEME.
“Partecipazione attiva dei cittadini: ascoltare, decidere, fare insieme.”
La partecipazione non è una concessione. È una responsabilità democratica.
Una città non appartiene a chi la governa temporaneamente. Appartiene alle persone che la abitano, che vi lavorano, che crescono i propri figli, che costruiscono relazioni e ogni giorno contribuiscono a renderla viva. Per questo crediamo che la partecipazione non possa essere ridotta a qualche assemblea pubblica, a un questionario o a un incontro convocato quando le decisioni sono già state prese. Partecipare significa conoscere, discutere, contribuire alle scelte e poter verificare ciò che viene realizzato.
Lucca possiede una straordinaria ricchezza di associazioni, comitati, realtà civiche, volontari, competenze professionali e cittadini disponibili a impegnarsi per il bene comune. È un patrimonio che le istituzioni devono riconoscere, valorizzare e mettere nelle condizioni di esprimersi. Eppure, troppo spesso, il rapporto tra amministrazione e cittadini si attiva soltanto quando emerge un problema, nasce una protesta o si avvicinano le elezioni. Manca un sistema stabile che permetta alle persone di contribuire alla definizione delle priorità, di conoscere le scelte e di partecipare alla costruzione delle soluzioni. Questa distanza si avverte soprattutto nei quartieri e nelle frazioni, dove l’assenza di forme riconoscibili di rappresentanza territoriale ha indebolito il collegamento con l’amministrazione comunale.
Non vogliamo nasconderci dietro una critica rivolta soltanto a chi governa oggi. Anche negli anni passati non sono mancate difficoltà nel costruire percorsi di condivisione effettiva. Alcune decisioni sono state percepite dai cittadini come calate dall’alto, talvolta anche quando erano sostenute da ragioni amministrative condivisibili. Dobbiamo imparare da queste esperienze. La partecipazione non si misura dalle intenzioni di chi amministra, ma dalla possibilità concreta che i cittadini hanno di incidere sulle decisioni.
Il progetto ‘Lucca, il nostro impegno’ parte da tre parole semplici: ascoltare, decidere, fare insieme. Non vogliamo un’amministrazione che rinunci alle proprie responsabilità. Vogliamo un Comune che sappia esercitarle attraverso il confronto, la trasparenza e il coinvolgimento della comunità.
Perché una buona decisione non è soltanto quella tecnicamente corretta. È quella che nasce da una conoscenza approfondita dei bisogni, considera le alternative, rende comprensibili le ragioni delle scelte e costruisce fiducia.
La partecipazione non è una concessione di chi governa, ma un dovere verso la comunità. Una città non si governa dall'alto, ma si costruisce insieme attraverso l'ascolto e la responsabilità condivisa. Il Bilancio Partecipativo è la nostra promessa per una Lucca democratica, aperta e solidale.
I servizi comunali devono andare verso i cittadini, non costringerli ad inseguirli. Portiamo le proposte e le risposte del Comune nei quartieri e nelle frazioni, rendendo più semplice la vita e senza lasciare indietro nessuno.
I beni comuni non appartengono all'amministrazione, ma alla collettività. I volontari e le associazioni non sono un tappabuchi, sono il motore di Lucca. Sosteniamo i Patti di collaborazione e il lavoro quotidiano del volontariato con risorse vere e dignità.
AMMINISTRAZIONE CONDIVISA E BENI COMUNI
Dalla disponibilità dei cittadini alla responsabilità condivisa
Lucca possiede già un’esperienza importante di partecipazione: i Patti di collaborazione dell’Amministrazione condivisa. Sono strumenti attraverso i quali cittadini, associazioni e amministrazione possono collaborare alla cura e alla valorizzazione dei beni comuni.
È un percorso che vogliamo rafforzare, riconoscendo il lavoro già svolto e l’impegno di tante persone che hanno dimostrato di avere a cuore la città.
I beni comuni non sono soltanto materiali. Accanto a giardini, piazze, edifici e spazi pubblici esistono beni immateriali altrettanto preziosi: memoria, solidarietà, cultura, relazioni, coesione sociale e sostenibilità. Anche questi possono diventare oggetto di progetti condivisi.
Rafforzeremo e semplificheremo i Patti di collaborazione, offrendo supporto amministrativo e progettuale ai cittadini interessati.
Destineremo fino a 150.000 euro annui a strumenti, materiali e interventi necessari a sostenerli. Promuoveremo una maggiore conoscenza delle esperienze già realizzate, affinché possano diventare esempi replicabili in altri territori.
Vogliamo che l’Amministrazione condivisa diventi una pratica diffusa e riconoscibile, ma con una distinzione fondamentale: la collaborazione dei cittadini deve aggiungere valore all’azione pubblica, non sostituire i servizi e le responsabilità del Comune.
Il volontariato non è una risorsa da utilizzare per ridurre i doveri dell’amministrazione. È una forma di cittadinanza attiva che merita rispetto, sostegno e riconoscimento.
Organismi territoriali di partecipazione
RESTITUIRE RAPPRESENTANZA AI TERRITORI
Ripartiamo da ciò che Lucca ha già previsto nel 2012. Lucca è una città fatta di tante comunità. Il centro storico, i quartieri, i paesi e le frazioni hanno storie, identità e necessità differenti, ma devono avere tutti la stessa dignità nelle scelte dell’amministrazione.
La soppressione delle vecchie circoscrizioni ha lasciato un vuoto nel rapporto tra cittadini e Comune. Non si tratta di ricostituire quegli organismi, ma di recuperare una forma stabile di rappresentanza e collegamento territoriale.
Un riferimento importante esiste già nell’esperienza amministrativa lucchese: gli Organismi territoriali di partecipazione (OTP), previsti dal quadro statutario e regolamentare comunale, con un percorso normativo che risale al 2012.
È uno strumento che non abbiamo promosso negli anni come proposta specifica di ‘Lucca è un grande noi’, ma che oggi numerose realtà civiche e comitati territoriali chiedono di attivare. Riteniamo però che questa richiesta meriti attenzione.
La partecipazione comincia anche dalla capacità della politica di riconoscere le buone idee che nascono fuori dalle proprie organizzazioni.
Apriremo un confronto pubblico con cittadini, comitati, associazioni e realtà territoriali per valutare l’attivazione degli OTP, partendo dalle disposizioni esistenti e verificando gli eventuali aggiornamenti necessari.
Gli organismi dovranno rappresentare un collegamento stabile tra territorio e amministrazione, raccogliere proposte, discutere priorità, contribuire alla programmazione degli interventi e ricevere risposte motivate. La loro organizzazione dovrà garantire pluralismo, apertura e partecipazione anche ai cittadini non iscritti ad associazioni o comitati.
Sarà necessario coordinare gli OTP con gli altri strumenti di confronto territoriale già esistenti, evitando sovrapposizioni e organismi privi di funzioni concrete. Non ci interessa moltiplicare i luoghi nei quali si discute. Ci interessa costruire luoghi nei quali la discussione possa contribuire alle decisioni.
Un cittadino informato è un cittadino più libero
INFORMARE PER RENDERE POSSIBILE LA PARTECIPAZIONE
Non può esserci partecipazione senza una corretta e costante informazione. Le decisioni amministrative riguardano la vita quotidiana delle persone: lavori pubblici, mobilità, scuole, servizi sociali, cultura, ambiente, urbanistica, sicurezza. Eppure, troppo spesso, queste informazioni sono difficili da trovare o vengono comunicate attraverso linguaggi poco comprensibili. Pubblicare una delibera non significa necessariamente aver informato i cittadini. La trasparenza deve diventare la possibilità concreta di comprendere che cosa il Comune intende fare, perché, con quali risorse e in quali tempi.
Realizzeremo un programma per migliorare l’informazione e la comunicazione istituzionale. Interverremo sul sito del Comune per renderlo più semplice, accessibile e navigabile, con particolare attenzione alla ricerca dei servizi, alla comprensione dei procedimenti e alla possibilità di seguire l’avanzamento dei progetti.
Per le principali iniziative amministrative saranno disponibili informazioni comprensibili su obiettivi, costi, tempi, responsabilità e risultati. Rafforzeremo inoltre la comunicazione sulle attività culturali, educative e sociali, che troppo spesso rimangono conosciute soltanto da un circuito ristretto di persone.
Vogliamo che ogni cittadino possa conoscere le opportunità offerte dalla città, indipendentemente dalle proprie relazioni personali o dalla capacità di utilizzare i social network. La comunicazione pubblica non deve essere confusa con la propaganda dell’amministrazione. Informare non significa celebrare chi governa, significa mettere i cittadini nelle condizioni di conoscere, valutare e partecipare.
I servizi devono raggiungere le persone
UN COMUNE PIÙ VICINO AI QUARTIERI E ALLE FRAZIONI
La distanza tra cittadini e amministrazione non è soltanto politica. Può essere anche geografica, sociale e digitale. Per chi vive nelle frazioni più lontane, per una persona anziana o per chi non possiede adeguate competenze informatiche, accedere a un servizio comunale può essere complicato.
La digitalizzazione rappresenta un’opportunità importante, ma non deve diventare un nuovo ostacolo. Sperimenteremo una rete di spazi di prossimità utilizzando luoghi già presenti nei territori. Biblioteche, sedi associative, spazi civici e, attraverso accordi volontari, anche botteghe, negozi di vicinato e altri luoghi di incontro potranno ospitare periodicamente servizi di informazione e assistenza.
In giornate e orari prestabiliti, personale comunale autorizzato potrà aiutare i cittadini a orientarsi tra i servizi, accedere agli strumenti digitali, ricevere informazioni e svolgere alcune operazioni consentite. Partiremo dalle aree più lontane e da quelle nelle quali emergono maggiori difficoltà di accesso.
Non vogliamo creare nuovi uffici costosi e poco utilizzati. Vogliamo valorizzare la rete dei luoghi che già tengono vive le comunità. Un Comune vicino non è soltanto un Comune che ascolta. È un Comune che rende più semplice la vita delle persone.
IL BILANCIO PARTECIPATIVO
Dare ai cittadini la possibilità di scegliere una parte degli investimenti.
La partecipazione diventa credibile quando incide anche sulle risorse. Non basta chiedere ai cittadini di segnalare problemi. Occorre permettere loro di contribuire alla scelta delle priorità.
Per questo proponiamo di introdurre un Bilancio partecipativo territoriale. Destineremo ogni anno almeno un milione di euro di interventi comunali a priorità individuate attraverso un percorso partecipativo. Non significa necessariamente creare un milione di nuova spesa, ma consentire ai cittadini di concorrere alla scelta di una parte degli investimenti che il Comune programma sul territorio.
Potranno essere proposti interventi su verde, manutenzione, accessibilità, sicurezza dei percorsi, spazi pubblici, luoghi di aggregazione e attrezzature di quartiere. Gli uffici comunali verificheranno la fattibilità tecnica ed economica delle proposte prima della loro selezione.
Il percorso dovrà garantire attenzione a tutti i territori, evitando che le comunità più numerose o organizzate prevalgano sistematicamente sulle altre. Gli OTP, una volta attivati, potranno contribuire a individuare i bisogni e discutere le priorità, lasciando comunque spazio alla partecipazione diretta dei cittadini.
Ogni intervento approvato dovrà avere tempi, costi e responsabilità riconoscibili. Il Bilancio partecipativo non deve essere una consultazione simbolica. Deve produrre interventi che i cittadini possano vedere e verificare.
Amministrazione condivisa
Fino a 150.000 euro annui per sostenere i Patti di collaborazione. Realizzare una ricognizione dei Patti attivi, delle risorse disponibili e delle principali difficoltà incontrate dai cittadini.
Rappresentanza territoriale
Avviare il confronto con realtà civiche, comitati, associazioni e cittadini sull'attivazione degli OTP, verificando il quadro regolamentare esistente e gli eventuali aggiornamenti necessari.
Bilancio partecipativo
Almeno 1 milione di euro annui di interventi comunali con priorità definite attraverso la partecipazione. Predisporre il regolamento operativo per la selezione delle priorità territoriali, con criteri di equità, fattibilità e trasparenza.
Prossimità
Avviare una revisione della comunicazione istituzionale, individuando le informazioni e i servizi che risultano più difficili da trovare e comprendere. Sperimentazione territoriale di luoghi di prossimità per l'informazione e la comunicazione comunale.
La democrazia non si esaurisce il giorno delle elezioni. La partecipazione non può essere una promessa da utilizzare durante la campagna elettorale e dimenticare quando si comincia a governare. Non possiamo chiedere ai cittadini di riempire sale, discutere, avanzare idee e dedicare tempo alla propria comunità per poi tornare a decidere tutto dentro gli uffici e le stanze della politica.
Vogliamo una Lucca nella quale il confronto sia una pratica ordinaria dell’amministrazione. Una città che riconosca il valore delle associazioni, dei comitati, delle realtà civiche, del volontariato e delle competenze diffuse. Una città nella quale la politica non abbia paura delle domande difficili e non consideri un ostacolo chi esprime un’opinione diversa.
È anche per questo che, oltre a rafforzare i patti dell’Amministrazione condivisa, vogliamo approfondire la proposta degli Organismi territoriali di partecipazione. È una richiesta che nasce da cittadini e realtà civiche e che merita una risposta seria. Perché una politica che parla di partecipazione deve essere capace, prima di tutto, di ascoltare anche le idee degli altri.
Non promettiamo che tutti saranno sempre d’accordo. Non promettiamo che ogni proposta potrà essere realizzata. Promettiamo un’amministrazione che ascolti, si confronti, spieghi le proprie scelte e sappia anche modificarle quando dal confronto emergono soluzioni migliori.
Vogliamo restituire ai cittadini la fiducia che il loro impegno possa produrre risultati. Perché il primo bene comune di Lucca non sono soltanto le Mura, le piazze, i palazzi e i giardini. È la sua comunità. E una comunità non si governa dall’alto. Si riconosce, si ascolta, si coinvolge.
La partecipazione è un dovere verso la comunità. Meno decisioni calate dall'alto, più scelte fatte insieme a chi vive il territorio.
Un’amministrazione giusta risponde di ogni scelta.
Diamo risposte motivate a tutte le proposte civiche:
la trasparenza è il primo mattone della fiducia.