Lucca è un grande noi
TURISMO: UNA CITTÀ DA VIVERE, NON DA CONSUMARE.
“Un turismo di qualità che genera valore, rispetta la città e migliora la vita di chi la abita.”
Lucca è diventata una destinazione turistica sempre più importante. È un risultato che porta economia, lavoro, relazioni, conoscenza e opportunità. Sarebbe sbagliato negarlo, così come sarebbe sbagliato immaginare di tornare a una città chiusa in se stessa.
Ma proprio il successo raggiunto ci obbliga a porci una domanda che per troppo tempo è rimasta sullo sfondo: quanto turismo può accogliere Lucca senza perdere progressivamente ciò che la rende Lucca?
Non è una domanda contro il turismo. È una domanda sul suo futuro. Perché una città non è una destinazione. Prima di tutto è una comunità. È fatta di persone che si alzano al mattino, accompagnano i figli a scuola, lavorano, fanno la spesa, cercano una casa, attraversano una piazza, incontrano un vicino, hanno bisogno di parcheggiare, prendere un autobus, trovare un negozio, riposare.
Quando il turismo cresce, ma insieme crescono gli affitti, diminuiscono le abitazioni disponibili per chi vuole vivere stabilmente in città, cambia il commercio, aumenta l’occupazione dello spazio pubblico e la quotidianità deve continuamente adattarsi alle esigenze di chi arriva, l’equilibrio diventa una questione politica. Non possiamo limitarci a contare quanti turisti arrivano. Dobbiamo cominciare a domandarci come vive Lucca mentre arrivano.
GOVERNARE IL TURISMO
EVENTI
Ridurre la quantità di eventi e puntare sulla qualità, evitando che il centro storico diventi un luna park.
DESTINAZIONI
Promozione di destinazioni alternative promuovendo attrazioni in aree meno conosciute per redistribuire i flussi turistici su un territorio più ampio attraverso serie sinergie con le amministrazioni vicine.
TURISMO LENTO
Investimenti su turismo lento ( via matildica, via del Volto Santo, via S.Giulia, ecc) così da consentire il rispetto del territorio e la conoscenza di storia e cultura.
Tassa di soggiorno
Trasparenza sugli incassi della tassa di soggiorno prevedendo l'utilizzo in opere strutturali e servizi tangibili alla cittadinanza su tutto il territorio.
Affitti brevi
Regolare gli affitti brevi, fissando regole e limiti chiari (anche temporali) e Incentivare gli affitti a lungo termine con sgravi fiscali restituendo case a famiglie, studenti e lavoratori.
COMMERCIO
Tutela del commercio locale, con sostegno a botteghe e attività di prossimità e forte contrasto all'abusivismo perché è lì che si annida il cuore dell'overturism.
legalità
Forte contrasto all'abusivismo perché è lì che si annida il cuore dell'overturism. Controlli e rispetto della legalità: concorrenza sleale, occupazione del suolo pubblico, decoro, sicurezza.
tecnologia
Uso di tecnologie intelligenti (big data, AI, app) per monitorare i flussi e programmare in modo proattivo, non emergenziale.
Collaborazione
Impegno congiunto di istituzioni e operatori del settore (ospitalità, associazioni di categoria, guide turistiche, tour operator) per affrontare i problemi attuali e individuare proposte e soluzioni condivise.
PARTECIPAZIONE
Partecipazione reale dei cittadini nelle scelte urbanistiche e turistiche superando l’insufficiente interlocuzione con le sole associazioni di categoria, recuperando il concetto del diritto alla città: non una città-merce al servizio di pochi, ma una città viva, governata con e per chi la abita.
Il turismo è un’opportunità straordinaria, ma va guidato con coraggio, deve creare valore per tutti, non disagi per i residenti. Serve più governo del territorio, meno corse ai numeri da record: Lucca deve mantenere la sua identità.
Lucca è una grande capitale di cultura e comunità. Proteggere i luoghi della socialità e i negozi di vicinato significa salvare l'anima della nostra città. Ridiamo spazio alla quotidianità, alla vita vera dei quartieri.
Accoglienza e sostenibilità devono camminare insieme. Scegliamo un turismo rispettoso che valorizzi la storia e la dignità di tutta la comunità. La vera attrattività nasce dalla qualità della vita di chi ci risiede.
una città da riequilibrare
LUCCA NON è solo mura e torri
DECENTRARE
DISTRIBUZIONE DEI FLUSSI
Destagionalizzare” è diventata una parola che utilizzano tutti. Da sola significa poco. Per Lucca dobbiamo aggiungere un altro verbo: decentrare.
Nel primo semestre 2025 il Comune registrava 456.214 presenze e una permanenza media di circa 2,7 notti. La questione non è soltanto aumentare ulteriormente questi numeri, ma migliorare la permanenza e distribuire maggiormente opportunità e flussi.
Costruiremo una strategia “Oltre le Mura”, collegando l’offerta del centro storico a itinerari riconoscibili nel resto del territorio comunale.
Mura, parchi e percorsi verdi, Serchio, ciclabilità, ville e territorio, Puccini e musica, patrimonio religioso, artigianato, paesaggio, frazioni.
Lavoreremo inoltre con operatori e strutture ricettive perché al visitatore venga proposta Lucca come territorio, non soltanto come poche strade dentro le Mura.
CHI SIAMO?
IDENTITÀ: NON DOBBIAMO DIVENTARE UGUALI A TUTTI GLI ALTRI
La competizione tra destinazioni produce un paradosso: nel tentativo di attrarre visitatori, le città rischiano di assomigliarsi sempre di più.
Stessi format, mercatini uguali ad altre città, stessi prodotti, mostre prese in prestito da altri comuni trasformano progressivamente ogni elemento urbano in un prodotto turistico già visto.
La risposta non è chiudersi. Dobbiamo avere abbastanza fiducia nella nostra identità da non aver bisogno di inventarcene un’altra per piacere ai visitatori.
Lucca possiede già una storia, una cultura, una tradizione musicale, un paesaggio, un patrimonio, un artigianato, una cucina e una comunità. Il turismo migliore, quello di cui abbiamo davvero bisogno, è quello che viene a incontrare tutto questo. Non quello per il quale trasformiamo la città in una scenografia.
RIAPPROPRIARSI DEGLI SPAZI QUOTIDIANI
IL CENTRO STORICO NON È UN PRODOTTO
Lucca possiede un centro storico straordinariamente delicato. Dentro uno spazio relativamente piccolo convivono abitazioni, attività commerciali, ristorazione, turismo, cultura, grandi manifestazioni, mobilità, servizi e vita quotidiana.
Lo spazio pubblico, però, è una risorsa finita. Una piazza occupata è una piazza che non può essere utilizzata nello stesso momento per qualcos’altro. Una strada trasformata stabilmente secondo le esigenze del consumo turistico modifica anche l’esperienza di chi la percorre ogni giorno.
Per questo il suolo pubblico deve tornare a essere considerato prima di tutto un bene comune. Dehors, manifestazioni, mercati, commercio e iniziative devono convivere con accessibilità, percorribilità, socialità gratuita e diritto delle persone semplicemente a stare nella propria città. Una piazza non è viva soltanto quando produce fatturato. È viva quando qualcuno può ancora attraversarla, incontrarsi, sedersi e starci senza dover comprare qualcosa.
Crediamo che una città non può avere soltanto spazi nei quali consumare. Deve continuare ad avere spazi nei quali vivere.
ACCOGLIERE IL MONDO SENZA PERDERE LUCCA
Lucca non deve scegliere tra turismo e residenti. Non deve scegliere tra economia e qualità della vita. Non deve scegliere tra essere conosciuta nel mondo e continuare a essere se stessa.
Deve governare questi equilibri. Perché una città non è un contenitore da riempire continuamente. È fatta di persone, case, relazioni, lavoro, memoria, silenzi, cultura, commercio e quotidianità. È questo patrimonio umano, prima ancora di quello monumentale, che rende Lucca interessante anche per chi viene da lontano.
Il turismo che immaginiamo non occupa la città. La incontra. Non espelle. Convive. Non consuma identità. La conosce e la rispetta. Non lascia soltanto numeri. Restituisce valore.
La nostra ambizione non è avere una Lucca con meno turismo. È avere un turismo migliore dentro una città che vive meglio. Perché il successo non è poter dire che sono arrivati ancora più visitatori. Il successo è poter dire che, mentre Lucca continuava ad accogliere il mondo, i lucchesi continuavano a riconoscerla come casa propria.
EQUILIBRARE
Proteggere il diritto alla città. Governare la pressione turistica sulle aree più fragili, la relazione con la residenza, gli affitti brevi, lo spazio pubblico e il commercio. Costruire un Patto permanente per la vivibilità tra residenti, operatori, categorie economiche, cultura e amministrazione.
DISTRIBUIRE
Portare opportunità e visitatori oltre il centro storico spalmando presenze in tutto l'anno. Costruire itinerari culturali, ambientali e cicloturistici; valorizzare territorio, ville, frazioni e patrimonio diffuso; favorire una permanenza più lunga e consapevole attraverso iniziative esperienziali. Non concentrare ogni attività dentro le Mura.
RESTITUIRE
Fare in modo che il turismo produca benefici riconoscibili per l'intera comunità. Rendere trasparente l'utilizzo dell'imposta di soggiorno. Investire in servizi, spazio pubblico, manutenzione, mobilità, patrimonio e qualità urbana. Il turismo deve lasciare Lucca migliore di come l'ha trovata.
Un turismo che fa bene alla città.Per chi la visita e per chi la vive.
Il turismo è una risorsa se genera valore per la città e per le persone che la vivono, non se rende più difficile abitarla.