Lucca è un grande noi
Una città che produce cultura.
Creare e partecipare per lasciare un'eredità.
Lucca non è una città che deve inventarsi una vocazione culturale, la possiede già: Giacomo Puccini e la musica che abbraccia la città dalla tradizione alla contemporaneità; il Teatro del Giglio, il Conservatorio Boccherini, il fumetto, la fotografia, il cinema. Le associazioni, le compagnie teatrali, i musicisti, gli artisti, gli studiosi, gli operatori culturali, le fondazioni. Le tante persone che producono cultura spesso lontano dai riflettori e poi una storia e un patrimonio straordinari.
Eppure avere molta cultura non significa necessariamente avere una politica culturale. Negli anni Lucca ha investito nella capacità di ospitare appuntamenti, manifestazioni e grandi eventi. Alcuni, come Lucca Comics & Games e Lucca Summer Festiva, hanno raggiunto risultati importanti e contribuito alla notorietà della città.
Ma una politica culturale non può essere misurata dal numero di palchi montati, dagli spettatori arrivati o dalla quantità di appuntamenti inseriti in un calendario. La domanda è un’altra: che cosa rimane alla città quando l’evento è finito? Quali competenze sono cresciute? Quali artisti locali hanno avuto un’opportunità? Quali giovani hanno potuto formarsi e crescere? Quali nuovi progetti sono nati? Quali spazi sono rimasti disponibili? Quale patrimonio di conoscenza è stato costruito?
Se alla fine rimangono soltanto selfie, comunicati stampa e il prossimo evento da organizzare, è stato prodotto spettacolo non cultura.
LA CULTURA E' ...
Bene comune
Un patrimonio pubblico da restituire alla città e ai cittadini.
PARTECIPAZIONE
Un progetto attento all'ambiente, al paesaggio e al futuro.
innovativa
Un motore di idee, ricerca, lavoro e nuove opportunità.
inclusiva
Aperta a tutti, accessibile, accogliente e in dialogo con la città.
partecipata
Scelta e costruita insieme, con trasparenza e rendicontazione.
La cultura non è uno spettacolo da comprare, è la vita che scegliamo di fare insieme. Riprendiamoci gli spazi, riabitiamo Lucca: la città è nostra, non di chi la mette in vetrina.
Una città senza spazi di socialità rimane una scenografia vuota utile a qualche format. Apriamo i luoghi della cultura, liberiamo i quartieri: la partecipazione è un atto di cura e di crescita.
Non vogliamo soltanto organizzare iniziative per i giovani. Vogliamo dare ai giovani la possibilità di proporle, realizzarle e assumersene la responsabilità.
La città del maestro
GIACOMO PUCCINI: DALLE CELEBRAZIONI A UN PROGETTO PERMANENTE
Giacomo Puccini è il nome lucchese più conosciuto nel mondo. Eppure Lucca non è ancora riuscita a trasformare questa eredità in un grande progetto culturale contemporaneo.
Il Museo Puccini svolge da anni il proprio lavoro. Il Teatro del Giglio mantiene una programmazione musicale e lirica. Esistono istituzioni, associazioni, studiosi e iniziative. Ma manca la percezione di Puccini come progetto della città.
Il centenario avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per costruirlo. Le risorse nazionali sono state eccezionali: la legge istitutiva del Comitato promotore stanziò 1,5 milioni per il 2022 e 8 milioni per il 2023, quindi 9,5 milioni complessivi. Ma dopo le celebrazioni cosa è rimasto strutturalmente a Lucca?
Riteniamo necessario lavorare da subito a PUCCINI 365, un progetto permanente che coinvolga l’intera città:
- MUSEO: rafforzamento del sistema museale e dei luoghi pucciniani;
- TEATRO: produzione musicale e lirica capace di parlare anche a nuovi pubblici;
- FORMAZIONE: masterclass, alta formazione, scuole, giovani interpreti e compositori;
- RICERCA: archivio, studi, università, digitalizzazione;
- PRODUZIONE: nuove opere, contemporaneità, contaminazioni, audiovisivo;
- INTERNAZIONALIZZAZIONE: relazioni stabili con teatri, conservatori e istituzioni musicali internazionali;
- CITTÀ: itinerari, luoghi, installazioni, educazione musicale e iniziative diffuse.
Puccini non deve essere soltanto qualcosa che Lucca ricorda. Deve diventare qualcosa che Lucca produce.
UNDER 25
CULTURA E GIOVANI: NON SOLTANTO PUBBLICO, MA AUTORI
Dobbiamo smettere di domandarci soltanto come portare i giovani agli eventi organizzati dagli adulti.
Proviamo a rovesciare la domanda: che cosa accadrebbe se dessimo ai giovani spazi, risorse e responsabilità per produrre cultura?
Musica, fotografia, audiovisivo, design, fumetto, arti digitali, teatro, danza, podcast, gaming, scrittura, arti urbane.
Nel programma abbiamo già immaginato risorse dedicate a progetti ideati e realizzati direttamente dalle nuove generazioni. Qui possono trovare una loro declinazione culturale.
- SVILUPPARE spazi strategici dedicati ai giovani e all’innovazione socioculturale, orientati all’inclusione, alla formazione artistica e alla nascita di nuove opportunità professionali.
- ATTIVARE laboratori aperti, residenze d’artista e hub creativi in cui le discipline artistiche e visive diventino strumenti concreti di crescita personale, partecipazione sociale ed emancipazione giovanile.
- PROMUOVERE forme di co-progettazione e partenariato pubblico-privato con il coinvolgimento attivo di associazioni locali, collettivi e startup culturali.
- CONNETTERE la programmazione culturale cittadina con i circuiti regionali, integrando politiche giovanili, istruzione e lavoro per offrire percorsi formativi sul campo e favorire l’imprenditoria creativa.
Ogni anno una call, con il coinvolgimento delle principali realtà cittadine, potrebbe finanziare produzioni e progetti under 35, accompagnandoli con tutoraggio, spazi e competenze. Non chiediamo ai giovani soltanto di partecipare. Affidiamo loro qualcosa da costruire.
2023
LA CANDIDATURA A CAPITALE DELLA CULTURA: IMPARARE DA UN'OCCASIONE PERSA
La candidatura di Lucca a Capitale italiana della Cultura 2026 non è entrata tra le dieci finaliste indicate dal Ministero nel dicembre 2023.
Il problema politico, tuttavia, non è aver perso una competizione. Le candidature possono perdere. Il problema è come ci si candida.
Una candidatura culturale dovrebbe essere il risultato di un processo nel quale una città si interroga su se stessa, mobilita energie, coinvolge istituzioni, associazioni, artisti, imprese, scuole e cittadini e costruisce una visione che rimane utile anche se il titolo non arriva.
Lo stesso Ministero definisce queste candidature come progetti capaci di utilizzare la cultura quale leva di partecipazione civica, sviluppo e innovazione. A Lucca quel percorso è mancato completamente.
Riteniamo che l’esperienza sia una lezione: non ci candideremo più a qualcosa prima di aver candidato la città a partecipare. La prossima grande strategia culturale dovrà nascere con Lucca, non essere presentata a Lucca.
la nostra proposta
CULTURA DIFFUSA: USCIRE DAL CENTRO
Non tutto deve succedere dentro le Mura.
Insieme alle associazioni programmeremo appuntamenti tra centro storico e territori, esplicitamente costruiti per rafforzare il rapporto tra cultura e comunità. La cultura diffusa e la partecipazione saranno assi della politica culturale.
Ogni anno una parte riconoscibile della programmazione comunale sarà destinata a quartieri e frazioni.
Scuole, parchi, piazze, sale civiche, luoghi dell’Amministrazione condivisa possono diventare presìdi culturali. Individueremoalcuni luoghi da affidare, attraverso procedure trasparenti, a progetti culturali, creativi e giovanili dando vita a spazi di aggregazione culturale e sociale, collaborazione tra associazioni e protagonismo giovanile dove poter creare.
Non vogliamo semplicemente spostare qualche spettacolo dal centro alle periferie. Vogliamo costruire cultura con le comunità che vivono quei luoghi.
GIACOMO PUCCINI
Il Maestro deve essere percepito come progetto permanente della città e non come ricorrenza. Deve diventare uno degli assi permanenti dell'identità culturale e internazionale di Lucca
GIOVANI
Non basta organizzare iniziative per i giovani, vogliamo dare loro la possibilità di proporle, realizzarle e assumersene la responsabilità.
CASA ASSOCIAZIONI
Uno spazio pubblico condiviso nel quale diverse realtà associative possano organizzare attività, incontrarsi, collaborare e mettere a disposizione della città le proprie competenze.
Cultura quotidiana
Sostenere la cultura quotidiana e diffusa, non soltanto i grandi eventi; attraverso strumenti trasparenti e accessibili, favorendo la collaborazione tra le associazioni e valorizzando gli spazi pubblici esistenti.