Lucca è un grande noi

LA CASA NON PUÒ ESSERE UN’ATTESA.
Lucca, una città in cui posso vivere.

“La città più bella non è quella che tutti vogliono visitare. È quella nella quale le persone scelgono di restare. “

Ci sono numeri che non possono essere letti soltanto come dati amministrativi. A Lucca ci sono 1.046 alloggi di edilizia residenziale pubblica e 526 nuclei familiari in graduatoria. Ci sono 57 appartamenti pubblici vuoti, ma soltanto 14 sono pronti per essere assegnati. Dieci sono in ristrutturazione, 33 aspettano ancora di esserlo e per 25 di questi non ci sono neppure, al momento, i finanziamenti necessari.

Sono numeri che raccontano una città nella quale trovare una casa sta diventando sempre più difficile. Lo sanno le famiglie che aspettano un alloggio pubblico. Lo sanno i giovani che lavorano ma non riescono a costruire la propria autonomia. Lo sanno le coppie che vorrebbero iniziare una vita insieme, i genitori separati, gli anziani soli, i lavoratori con stipendi che non crescono quanto gli affitti. Lo sanno anche tante persone che cercano semplicemente un contratto di locazione stabile e scoprono che l’offerta di affitti a lungo termine è sempre più difficile da trovare a condizioni sostenibili e i prezzi delle abitazioni in vendita sono in costante aumento confermando la nostra città tra le più costose della regione.

Non crediamo che il mercato, da solo, possa garantire il diritto ad abitare. E non crediamo neppure che il Comune possa sostituirsi al mercato o risolvere da solo una questione nazionale come quella della casa.

Il Comune può però scegliere se assistere ai cambiamenti o provare a governarli. Noi scegliamo la seconda strada. Vogliamo mettere insieme risorse pubbliche e private. Dare sicurezza ai proprietari e possibilità agli inquilini. Proteggere chi attraversa un momento di difficoltà. Aiutare un giovane a conquistare l’autonomia. Recuperare le case pubbliche vuote. Riutilizzare gli edifici che già esistono prima di consumare altro territorio. Governare le locazioni turistiche dove minacciano l’equilibrio residenziale. Far tornare il centro storico un luogo nel quale non soltanto arrivare, ma restare. Costruire quartieri e frazioni nei quali una persona trovi vicino a sé ciò di cui ha bisogno. Perché Lucca deve continuare a essere una città aperta, internazionale, attrattiva.

Ma proprio per questo deve rimanere una città vera. Fatta di persone che aprono una finestra la mattina. Di bambini che vanno a scuola. Di anziani che conoscono il proprio vicino. Di giovani che ricevono per la prima volta le chiavi della loro casa. Di famiglie che scelgono di restare. Di persone che arrivano a Lucca e decidono di mettere qui le proprie radici.

La sfida dei prossimi anni non è soltanto costruire più case. È fare in modo che Lucca continui a essere una casa. Una casa accessibile. Una casa viva. Una casa che non costringe nessuno ad andarsene. Una casa capace di prendersi cura delle persone. Una città nella quale ciascuno possa dire:

UNA SFIDA CHE RIGUARDA TUTTI

giovani

E' sempre più difficile trovare casa a prezzi accessibili.

famiglie

Crescente difficoltà nel sostenere i costi dell'abitare.

lavoratori

Meno disponibilità di affitti a lungo termine.

anziani

Rischio isolamento e maggiore fragilità.

una città da rigenerare

DALL'EMERGENZA CASA A UNA POLITICA DELL'ABITARE

Il problema non riguarda soltanto le persone in condizioni di povertà. Riguarda ormai una parte molto più larga della società: lavoratori, giovani, famiglie con un solo reddito, persone separate, anziani con pensioni modeste, nuclei che fino a pochi anni fa non avrebbero mai immaginato di avere bisogno di un sostegno pubblico.

Il contributo affitto continua perciò a essere necessario. Nel 2026 il Comune di Lucca, dopo un anno di stop e le successive forti critiche,  ha stanziato 500.000 euro di risorse proprie per il bando destinato alle famiglie in difficoltà. Le risorse disponibili, però, consentono ancora di finanziare soltanto gli aventi diritto della fascia A; la stessa amministrazione lo specifica nel bando pubblicato il 23 luglio 2026.

È una scelta utile, che riconosciamo. Ma dice anche quanto il problema sia ormai strutturale.

Il contributo economico interviene infatti dopo che il costo dell’affitto è diventato insostenibile. Una politica della casa deve invece cercare di intervenire anche prima: aumentando l’offerta, mettendo in sicurezza i contratti, recuperando gli immobili inutilizzati e creando condizioni che rendano nuovamente conveniente affittare stabilmente.

La nostra scelta è quindi passare: dal sostegno all’emergenza a una politica pubblica dell’abitare.

una città da rigenerare

850.000 EURO OGNI ANNO: UN FONDO COMUNALE PER L'ABITARE

In Lucca, il nostro impegno abbiamo assunto una scelta precisa: destinare almeno 850.000 euro ogni anno alle politiche dell’abitare. È un impegno già indicato come uno dei risultati verificabili del nostro progetto.

Non significa promettere risorse indistinte. Significa stabilire una priorità di bilancio.

Proponiamo di articolare il Fondo comunale per l’Abitare indicativamente così:

  • 600.000 euro l’anno per mantenere e rafforzare il sostegno al pagamento dell’affitto per le famiglie in maggiore difficoltà;
  • 100.000 euro l’anno per un Fondo di garanzia destinato a sostenere i nuovi contratti di locazione stabile e intervenire nei casi di morosità incolpevole;
  • 100.000 euro l’anno per il programma Prima Casa Lucca, dedicato all’autonomia abitativa dei giovani;
  • 50.000 euro l’anno per gli strumenti dell’Agenzia Casa, le attività di accompagnamento, monitoraggio e incontro tra domanda e offerta, utilizzando prioritariamente personale e strutture già presenti nell’amministrazione e nella rete territoriale.

La ripartizione potrà essere aggiornata ogni anno sulla base dei risultati e dei bisogni emersi.

Ma una cosa dovrà rimanere certa: 850.000 euro saranno il livello minimo annuale dell’impegno comunale per l’abitare.

Perché un bilancio non è soltanto un insieme di numeri. È una scala di valori.

azione 1

Lucca abitare:
RIMETTERE CASE NEL MERCATO DEGLI AFFITTI A LUNGO TERMINE

Una parte della risposta esiste già nella città. Ci sono abitazioni che potrebbero essere affittate ma non lo sono. Ci sono proprietari che temono morosità, contenziosi e difficoltà nella gestione. Ci sono persone con redditi sufficienti per pagare un canone ma che non riescono a offrire le garanzie richieste.

Il Comune deve ridurre questa distanza rafforzando il tavolo che mette in rete Comune, soggetti gestori dell’edilizia pubblica, organizzazioni della proprietà, sindacati degli inquilini, Terzo Settore e operatori immobiliari.

Il comune impegno dovrà:

  • favorire l’incontro tra proprietari e persone alla ricerca di una casa;
  • promuovere il canone concordato;
  • offrire assistenza nella stipula e nella gestione dei contratti;
  • attivare garanzie comunali entro limiti prestabiliti;
  • premialità fiscale ai proprietari che convertono gli affitti brevi in contratti a lungo termine;
  • intervenire precocemente quando una difficoltà temporanea rischia di produrre morosità e sfratto;
  • accompagnare i proprietari disponibili a riportare sul mercato abitazioni oggi inutilizzate.
azione 2

L'AUTONOMIA DEI GIOVANI COMINCIA DA UN MAZZO DI CHIAVI

Parliamo spesso di giovani che devono diventare autonomi. Ma l’autonomia costa. Un ragazzo o una ragazza che trova un lavoro deve affrontare canone, deposito cauzionale, utenze, spese iniziali e spesso la richiesta di garanzie che non possiede.

Per questo proponiamo: PRIMA CASA LUCCA, un programma rivolto prioritariamente ai giovani fino a 35 anni che vivono o lavorano a Lucca e sottoscrivono il loro primo contratto autonomo di locazione.

Il Comune potrà intervenire, secondo criteri di reddito, su:

  • deposito cauzionale;
  • garanzie richieste dal proprietario;
  • prime spese del contratto;
  • accesso al canone concordato.

Destiniamo a questo programma almeno 100.000 euro l’anno.

È una politica per l’autonomia.Perché una città che dice ai giovani di restare deve creare almeno alcune delle condizioni perché possano farlo.

Partire deve essere una possibilità. Andare via perché non ci si può permettere una casa non può diventare una condanna.

AFFITTI BREVI: IL TURISMO È UNA RISORSA, LA RESIDENZA È UN DIRITTO

Lucca è una città turistica e deve continuare a esserlo. Il turismo produce lavoro, reddito, scambi culturali e apertura internazionale. Contrapporlo ai residenti sarebbe un errore. Ma sarebbe altrettanto sbagliato fingere che la crescita delle locazioni turistiche non possa produrre conseguenze sulla disponibilità di abitazioni, soprattutto nelle zone maggiormente attrattive.

Il centro storico deve continuare ad avere famiglie, anziani, bambini, scuole, attività quotidiane. Deve essere una città, non soltanto una destinazione.

Oggi esiste finalmente uno strumento amministrativo in più. L’articolo 59 della legge toscana sul turismo consente ai comuni capoluogo di provincia di individuare zone nelle quali stabilire criteri e limiti specifici per le locazioni turistiche brevi. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 186 del 16 dicembre 2025, ha ritenuto legittima questa disciplina, riconoscendo esplicitamente tra le finalità quella di garantire un’offerta sufficiente ed economicamente accessibile di alloggi destinati alla locazione a lungo termine.

Quindi il Comune di Lucca può scegliere. Noi non proponiamo un divieto generalizzato. Proponiamo di utilizzare i dati dell’Osservatorio per individuare le zone nelle quali si manifesta una reale pressione sulla residenza e approvare entro il primo anno di mandato un regolamento comunale.

Dovrà perseguire tre obiettivi:

  • tutelare la residenza stabile;
  • mantenere un equilibrio tra diverse funzioni urbane;
  • garantire certezza delle regole anche agli operatori turistici.

La buona amministrazione non deve essere contro qualcuno. Deve governare gli equilibri nell’interesse della città.

LE NOSTRE PROPOSTE

più alloggi a canone accessibile

Nuove politiche abitative con il recupero del patrimonio pubblico e convenzioni con il privato sociale

Recupero e riqualificazione del patrimonio esistente

Riutilizzo di immobili dismessi e promozione di progetti di rigenerazione urbana.

più opportunità per i giovani

Soluzioni abitative per studenti, giovani lavoratori e giovani coppie/famiglie.

Riequilibrio per una città vivibile

Una gestione equilibrata degli affitti brevi e una città che rimanga accogliente per chi la abita tutto l'anno.

La domanda che dobbiamo avere il coraggio di porci è molto semplice: chi lavora, studia, cresce i propri figli a Lucca può ancora permettersi di vivere a Lucca?

È da questa domanda che deve partire una nuova politica per la casa. Perché la casa non può essere considerata soltanto un problema da affrontare quando diventa emergenza sociale. Abitare è un diritto. Significa avere un luogo nel quale costruire la propria vita, diventare autonomi, crescere una famiglia, invecchiare con serenità. Significa dignità, sicurezza, relazioni. Significa sentirsi parte di una comunità.

Per questo crediamo che Lucca debba mettere il diritto all’abitare tra le priorità della prossima stagione amministrativa. La prima responsabilità riguarda il patrimonio pubblico. Non possiamo accettare che, mentre centinaia di famiglie aspettano, esistano appartamenti ERP vuoti perché mancano le risorse per recuperarli. Occorre un programma pluriennale di manutenzione e recupero, con risorse certe, obiettivi annuali e tempi pubblicamente verificabili. Ogni appartamento pubblico recuperato non è soltanto un immobile restituito alla città: è una famiglia che può ricominciare.

Ma l’edilizia pubblica, da sola, non basta. Serve una politica capace di aumentare l’offerta di abitazioni accessibili, recuperando il patrimonio inutilizzato e favorendo il ritorno sul mercato degli affitti lunghi delle case oggi vuote o destinate ad altri utilizzi. Ma per farlo non bastano gli auspici: servono strumenti nuovi e una responsabilità pubblica più forte.

Pensiamo, ad esempio, a un rinnovato impegno, più determinato e incisivo, nel mettere intorno allo stesso tavolo proprietari e persone che cercano un’abitazione, agenzie immobiliari e Terzo settore. Un lavoro prezioso che faciliti l’incontro tra domanda e offerta, costruisca garanzie per i proprietari attraverso un fondo di copertura per eventuali morosità, accompagni gli inquilini e renda più conveniente e sicuro scegliere l’affitto stabile prevedendo premialità fiscale.

Vogliamo inoltre introdurre un fondo dedicato all’autonomia abitativa dei giovani, delle giovani coppie e delle giovani famiglie, che possa contribuire alle spese iniziali, alle garanzie richieste e al costo dell’affitto. Perché se vogliamo che i giovani restino a Lucca non possiamo limitarci a chiedere loro di farlo: dobbiamo creare le condizioni perché possano permetterselo. Trattenere e attrarre giovani significa prima di tutto consentire loro di costruire qui la propria vita.

E c’è una scelta che riguarda direttamente il futuro urbanistico della città. La rigenerazione dei grandi contenitori urbani non può rispondere soltanto a logiche commerciali, turistiche o immobiliari. Nei grandi interventi di recupero crediamo si debba prevedere quote di residenza accessibile, attraverso edilizia pubblica e sociale, affitti a canone calmierato e formule che consentano l’acquisto della prima casa attraverso mutui agevolati. Rigenerare una parte della città significa anche questo: restituirla alle persone che vogliono abitarla. Perché una città non si rigenera davvero se recupera gli edifici ma perde i suoi abitanti.

E serve continuità. Nel 2024 il contributo affitti non venne attivato; nel 2025 il Comune, dopo una determinata battaglia di tutto il centrosinistra, ha stanziato 500 mila euro di risorse proprie per ripristinarlo. Una politica così importante non può però dipendere, anno dopo anno, dall’emergenza o dalla disponibilità del momento. Il diritto all’abitare ha bisogno di programmazione, non di intermittenza.

Anche il turismo e gli affitti brevi devono entrare in questa riflessione. Non per costruire contrapposizioni, ma per governare i cambiamenti. Una città attrattiva è una ricchezza soltanto se continua a essere una città nella quale le persone possono vivere. Quando abitare stabilmente diventa più difficile, quando una casa rende più come alloggio turistico che come abitazione per una famiglia, l’amministrazione non può limitarsi a osservare il mercato: deve utilizzare gli strumenti disponibili per ricostruire un equilibrio tra economia turistica e diritto alla residenza.

La casa deve tornare al centro della politica cittadina. Siamo consapevoli che un Comune non può risolvere da solo una questione nazionale così grande, ma può scegliere da che parte cominciare: conoscere il patrimonio abitativo, recuperare quello pubblico, mobilitare quello privato inutilizzato, sostenere gli affitti stabili, utilizzare ogni possibilità normativa per governare quelli brevi, cercare risorse regionali, nazionali ed europee e costruire alleanze con proprietari, associazioni, terzo settore e parti sociali.

Soprattutto può assumersi una responsabilità: fare in modo che nessuno debba lasciare Lucca perché vivere a Lucca è diventato troppo costoso. Una casa non è soltanto quattro mura e un tetto. È il luogo nel quale chiudiamo la porta la sera sapendo di essere al sicuro. È dove crescono i figli, dove si custodiscono gli affetti, dove un giovane comincia finalmente la propria vita adulta. È autonomia e dignità. È vita.

Per questo la casa non può essere un’attesa. Deve diventare un diritto, e la politica cittadina deve tornare ad avere il coraggio di renderlo possibile.

Una città è davvero viva
quando è una casa per tutti.

La casa non è solo un luogo dove vivere.
E’ il primo passo per costruire il proprio futuro, per sentirsi parte di una comunità, per far crescere la città.

Cosa
cambia
per te

Voce uno

Maggiore disponibilità di case a prezzi accessibili

Voce due

Più supporto per giovani, famiglie e persone in difficoltà

Voce tre

Quartieri più vivi e servizi più vicini

Voce quattro

Una città che crescere senza perdere la propria identità.